Tettoia sì, tettoia no: una giungla di regole e definizioni

La tettoia è un elemento edilizio autonomo, e come ogni intervento edilizio che si rispetti, corrisponde a una precisa definizione che lo distingue dagli altri. Come sempre, è importante avere le competenze e le conoscenze giuste per poter definire la natura dell’intervento, avendo un’idea precisa e non vaga di ciò che distingue una tettoia da altri tipi di schermature e coperture. Considerando che talune definizioni e autorizzazioni variano da comune a comune, o regione e regione, è chiaro che manca una normativa univoca a livello nazionale in grado di inglobarle tutte. Si tratta in sostanza di stabilire se il nostro è un intervento da ritenersi invasivo, oppure se ricade in un regime di edilizia libera. La valutazione va fatta sulla base di più aspetti, e non si può prescindere da competenze e normative.

Una copertura da tenere aperta.

Una tettoia è una copertura che sorge su una pertinenza di un immobile edificato e accatastato nel rispetto delle regole. In base al regolamento edilizio nazionale vigente, la tettoia viene definita come spazio aperto sostenuto da struttura discontinua, adibita ad usi accessori oppure alla fruizione aperta di spazi pertinenziali. Quindi, una tettoia è per definizione discontinua, e ciò significa che deve rimanere libera da tutti i lati – salvo eccezioni; ciò la distingue da gazebo, porticati, logge, la cui struttura è invece continua con l’edificio principale. In linea generale, la tettoia deve essere aperta da tutti i lati, priva di rivestimenti, vetrate, teli o pannelli in plexiglass. Questa la premessa più evidente, ma per poter una definizione più approfondita occorre ricordare che

  • Per sua natura, la funzione principale di una tettoia è quella di proteggere dagli agenti atmosferici accessori, attrezzi e veicoli altrimenti esposti ad agenti atmosferici.
  • Può essere un manufatto autonomo, vale a dire che ha carattere indipendente, e dunque deve essere distante da altri edifici.
  • Può essere di mera pertinenza rispetto a un edificio principale, e in quel caso svolgere funzione accessoria.
  • Può variare per scopi e dimensioni. Se dotata di dimensioni modeste, una tettoia può essere realizzata per rispondere a esigenze di natura estetica.
  • Se dotata di notevoli dimensioni, può alterare l’assetto del territorio. In quei casi non ha più carattere accessorio, bensì va considerata alla stregua di struttura permanente.

È richiesto il permesso di nuova costruzione? 

Quando ribadiamo che la tettoia non può essere chiusa con pareti o tamponature, evidenziamo un principio di natura funzionale e/o normativo. Con una chiusura, le tettoie perderebbero lo status di spazio a uso accessorio, e andrebbero considerate alla stregua di spazio per riparo alla persona. In questo caso, ci sarebbe una violazione dei termini previsti dalla normativa. Data questa premessa, la tettoia va classificata come edificio di nuova costruzione e non ricade nel regime di edilizia libera se

  • non ha caratteristiche di amovibilità e stagionalità
  • altera la sagoma dell’edificio in aderenza
  • realizza un nuovo volume e/o comporta un incremento volumetrico
  • implica una trasformazione del suolo e del territorio in maniera permanente. Ciò la rende soggetta ai sensi dell’articolo 10 comma 1 DPR 380/01.

Non è semplice orientarsi tra normative regionali differenti e sentenze che si sono pronunciate in modi diversi. Per non parlare dei decreti che hanno rimodulato le categorie di intervento. La costruzione di una tettoia senza permesso può avere ricadute spiacevoli, ed essere considerata a tutti gli effetti un abuso edilizio non sempre sanabile. Tuttavia, ci sono casi in cui il permesso di nuova costruzione non è richiesto. Secondo una recente emissione del TAR del Lazio, le tettoie rientrano nel regime di edilizia libera quando hanno mera finalità di arredo e protezione dalle intemperie. Dunque, in tutti quei casi in cui la tettoia assume il carattere di mera pertinenza accessoria ad un edificio principale, applicabile ad opere di modesta entità come contenimento di impianti tecnologici e simili. Ma bisogna stare attenti: le tettoie pertinenziali possono essere rilevanti per dimensioni.  Notevoli dimensioni comportano un aumento volumetrico e una modifica dell’immobile. In questo caso, malgrado la natura pertinenziale, la costruzione di una tettoia non è esente da autorizzazioni ed è vincolata alla richiesta di permesso di nuova costruzione.

Tettoia, pergola e pergolato non sono la stessa cosa.

A differenza della tettoia, per sua natura difficilmente amovibile e di notevole impatto visivo, la pergola è una struttura realizzata con la finalità di abbellire e ombreggiare giardini o terrazze. Non è da confondersi con il pergolato, che secondo sentenza del TAR Lazio n. 5634/2021 è un’impalcatura formata da pali verticali ed elementi orizzontali che li connettono tra loro ad una altezza tale da consentire il passaggio delle persone. La pergola è aperta su tutti i lati e nella parte superiore, dove si possono inserire più soluzioni – come piante rampicanti, magari sostenute da fili di ferro. Data la caratteristica di non creare alcun spazio coperto e di essere facilmente rimovibile, rientra nelle opere di edilizia libera, per la quale quindi non è necessario alcun permesso di nuova costruzione.